La pencil skirt e la principessa

Sarà perché siamo stati una monarchia fino a poco più di 100 fa.
Sarà perché quella monarchia era veramente triste da un punto di vista estetico (per non parlare di quello morale). Tutta una genia di re e regine bruttarelli, piccoletti, senza un minimo di phisique du role. Pure senza gusto, nonostante le disponibilità.
Sarà che il sogno di essere una principessa ce l’abbiamo un po’ tutte. Qualcuna cerca di realizzarlo, qualcuna lo nasconde bene nell’inconscio, qualcuna ci fa i conti. Ma insomma ci siamo cresciute e mica possiamo fare finta di no.
Magari le ragazzine che crescono ora con le storie delle bambine ribelli, magari loro si saranno diverse.

Ohi ma tutto questo preambolo perché?

Perché subiamo moltissimo il fascino dei sovrani britannici, o meglio delle sovrane o delle consorti, e se mi date il tempo di spiegarvi vi dico anche cosa c’entrano con le pencil skirt e il loro felice ritorno.

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Dunque immagino sarete d’accordo che la regina Elisabetta, con i suoi tailleur in tutti i colori del Pantone, ha uno stile inimitabile, unico e fantastico. Non uso il termine “icona di stile” solo perché non ne posso più di sentirlo dire.
Sarete anche d’accordo che delle due principesse, Kate e Meghan (che propriamente non lo è ma manca poco), Meghan è molto più interessante. Kate è tanto carina e tanto ammodo e tanto perbene ma pure noiosetta nei suoi vestitini, cappottini e cappellini. Meghan sembra un po’ più frizzante, e quel suo figurino con la camicia bianca e la pencil skirt quando recitava in Suits rappresenta con immediatezza il concetto americano di ragazza in carriera.

Ed eccoci arrivati alle pencil skirt. Che in un certo senso non sono mai scomparse, ma che sono ritornate in diverse versioni molto portabili e molto belle.
Sono state simbolo di femminilità, di potere e carriera, di seduzione condotta dalle signore.
Sono state detestate perché, soprattutto se abbinate ai tacchi, sono la tipica gonna con cui non si può correre.

Ma la moda, a parte continuare a cambiare, riscoprire, rieccitare e reinventare, ha anche un gran fiuto per dove gira il mondo.
E quindi le pencil skirt di oggi hanno dentro l’elastan e non si abbinano quasi più ai tacchi.
Usano tessuti maschili o fantasie maschili.
E insomma per la prossima primavera sono più attuali che mai (controllate nell’armadio, magari ne avete una e non ve lo ricordate più).

C’è solo un ma.
Che è questo: noi donne normali temiamo/pensiamo/crediamofermamente che la pencil skirt ci stia male, dato che non abbiamo né il fisico di Kim Kardashian (e meno male, aggiungo io), né quello di Marilyn Monroe né quello appunto di Meghan Markle.
E noi donne siamo le peggior nemiche di noi stesse, quando si tratta di giudizio estetico.

1-set_jpg_485x0_crop_upscale_q85La pencil skirt è aderente.
La pencil skirt fa vedere la forma, dei fianchi, del sedere, della vita, della pancia.
Per fortuna è solo una gonna, e quindi quello che ci si mette sopra e sotto le dà un tono o un altro.
Un pullover corto e largo riequilibra la strettezza della gonna.
Delle sneakers o delle stringate, se avete le gambe sottile, la rende sportiva e quotidiana.
Un pullover lungo e chunkie da cui emerge quasi solo l’orlo le dà un tono da bibliotecaria supercool.
Una giacca da uomo di una taglia più della vostra la fa diventare un tailleur scanzonato.
Una semplice T-shirt e un paio di sandali piatti la renderanno una nuova uniforme
Scegliete la lunghezza, sopra o sotto il ginocchio, a seconda del vostro stile e delle vostre gambe, e vi piacerete un sacco!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

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2 risposte a "La pencil skirt e la principessa"

  1. Alfieri Jewel Design

    Mi sono sempre piaciute… ma mi spaventano un po’, la penso proprio come hai scritto, segnano troppo le forme e non essendo io una taglia 42 (magari), ahimè non le metto più. Se ci mettessi sopra un maglione largo sembrerei una betoniera 😀
    Vabbè, nella mia prossima vita, cercherò di digiunare così mi potrò mettere una di queste gonnelline…

    Mi piace

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