I “no” che aiutano ad essere chic.

Avete presente i “no” che aiutano a crescere? Ci sono stati scritti molti libri, e credo che concordiamo tutti che ci sono delle occasioni in cui bisogna dire di no, e che è importante imparare che al mondo ci sono opportunità e ostacoli e bisogna fare i conti con entrambi.

Mentre venivo in ufficio e incrociavo persone variamente vestite o svestite, mi sono detta che potevo fare un’eccezione alla mia liberalità e mettere giù due regoline sullo stile che prevedono dei “no”. No che ci possono aiutare ad essere chic, soprattutto d’estate e quando non si è più delle ragazzine…

  • No alle gonne troppo corte. Approfittiamo delle longuette e delle pencil skirt al ginocchio per stare fresche. Mettiamo delle sneakers con le longuette e camminiamo disinvolte. Mettiamo i tacchi con le pencil skirt e diamoci un po’ di arie!
  • No alle magliette troppo strette. Quelle che basta un filo di grasso in più perché mettano in evidenza un rotolino. Scegliamole di una taglia in più, o addirittura oversize su una gonna stretta. Superchic.
  • No ai pantaloni troppo stretti. Brutti, scomodi.
  • No ai leggings. Non sono pantaloni!!!
  • No alle magliette troppo scollate. Non è il caso di mostrare la mercanzia, non ci sono se e non ci sono ma.
  • No alle spalle scoperte in ufficio. Un ufficio è un ufficio, qualunque cosa facciate. Prevede un certo grado di copertura. Per di più non si sa mai chi si è appoggiato allo schienale prima di noi!
  • No a ciabatte e ciabattine. Sono cose da mare, da doccia, da casa. Anche firmate da Gucci, restano ciabatte.
  • No al reggiseno nero sotto la camicia bianca.
  • No al reggiseno in vista. Per quanto bello, costoso e chic sia.images

Alla fine, vedete che non sono poi così tanti, questi “no”. Ci resta un sacco di spazio per inventarci uno stile!

images-5E ora via ai commenti!

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Knitting folies 2: la Giornata Mondiale del Lavoro a maglia in Pubblico

Era un paio di settimane fa quando si festeggiava la Giornata Mondiale del Lavoro a maglia in Pubblico (wwkipday). Cosa che fa pensare. E’ vero che di giornate mondiali ce ne sono una dietro l’altra e dedicate a cose serie e meno serie. Ma quest’idea del lavorare in pubblico as opposed al lavorare in privato la dice lunga sullo status della maglia al giorno d’oggi.

 

Ed è buffo. Perché da un lato la maglia è stata riscoperta non solo come artigianato e in alcuni casi arte, ma anche come attività che fa bene alla mente e all’animo. E’ stata paragonata alla meditazione per la sua capacità di calmare la mente e indurre un flusso di pensiero più ordinato e lineare; si è detto che allunga la vita, mantiene giovani e svegli.

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Molte delle caratteristiche del lavoro a maglia sono quelle di tanti lavori manuali, tra cui il farci concentrare sul qui e ora, il fare solo quello che stiamo facendo, pensando solo a quello che stiamo facendo. Disciplina di cui abbiamo un gran bisogno, sia perché siamo stati allenati al multitasking (che è un mito privo di fondamento qualsivoglia) sia perché viviamo in un mondo pieno di stimoli che ci chiede altrettante risposte. Dall’altro lato la maglia è sempre vista come una cosa da donne, una cosa da zitelle, da chi ha dei vuoti (temporali, affettivi) da riempire, una cosa da chi la sera resta a casa perché non ha con chi uscire, et similia.

Comunque sia, ho avuto modo di conoscere Giuliano e Giusy Marelli, un mito vivente per chi ama la maglia! Quarant’anni di lavoro, invenzione e realizzazione di modelli, libri, pattern e schemi, corsi… appassionati, superprofessionali, davvero fantastici. E nel tempo hanno raccolto intorno a loro tante interessanti signore che, la sera prima della Giornata Mondiale del Lavoro a maglia in Pubblico, si sono trovate a Milano e hanno sferruzzato in compagnia.

E voi che ne dite? C’è qualche attività che pensate sia come la maglia, meravigliosa e però confinata nelle case? Fatemelo sapere!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

 

Shopping Guide: un nuovo coloratissimo bracciale

Per dedicarmi al blog e alla mia veste di scrittrice, in cui mi diverto palesemente, avevo momentaneamente lasciato indietro la Guida allo Shopping dei gioielli Alfieri Jewel Design.

Oggi riprendo questa mini rubrica Shopping Guide/Guida allo shopping introducendovi il nuovo nato nella collezione di gioielli di carta Labirinti, un bellissimo bracciale che vi porta nel cuore dell’Estate non appena lo indosserete.

 

 

Stupendi colori montati con effetto melange su anima di metallo armonico, danno unicità a questo bellissimo bracciale.

 

Inimitabile, come tutti i nuovi gioielli AJD, grazie alla nuova forma del taglio della carta.

 

 

Avvolge il polso di chi lo indossa senza scivolare. Aperto da un lato, la misura è unica.

 

La quantità di colori diversi lo rende abbinabile a qualsiasi vestito. Il design lo rende moderno, con una grande personalità come tutti i gioielli Alfieri Jewel Design.

 

Cliccate sulle immagini per accedere a ulteriori informazioni.

Un gioiello bellissimo per un regalo prezioso, vero?

 

Gonne e sneakers: uno street style bello e comodo finalmente riconosciuto

C’è una tendenza che amo moltissimo e che molte riviste stanno finalmente riconoscendo in tutta la sua bellezza. Una tendenza nate nelle strade, creata da gente normale come me, a cui piace vestirsi bene, seguire la moda, cambiare mantenendo il proprio stile, ma che ha bisogno di stare comoda.

La tendenza è quella di abbinare le gonne alle sneakers. In barba agli uomini conservatori e alle donne conservatrici che ritengono che le donne siano donne con gonne e tacchi. In barba agli stilisti che disegnano importabili sandali con tacchi altissimi e striscioline che a fine giornata lasciano i piedi martoriati. In barba ai diktat della moda (che già la k mi fa sentire male, e di questi tempi difficili i diktat e gli ordini mi fanno paura, dovunque si annidino).

Gonne a fiori, gonne colorate. Gonne a ruota, a palloncino. Gonne corte, gonne longuette, gonne lunghe. Gonne pencil, gonne A-shape. Gonne di voile, di pizzo, di tulle. Gonne di cotone, di jeans, di pelle. Aprite l’armadio e cercate le vostre gonne. Provate e vedrete che praticamente tutte, davvero tutte, possono essere abbinate alle sneakers.

Magari a tipi differenti di sneakers, anche a seconda delle vostre gambe. Qualcuna di voi starà bene con le sneakers voluminose di Adidas o Nike, qualcuna con le classiche Superga, qualcuna con le Vans, qualcuna con le All Stars alte alla caviglia. Per fortuna di sneakers c’è una scelta praticamente infinita. Quelle estive di tela sono anche piuttosto economiche. E se ne trovano anche tante sui banchi del mercato. Per cui non ci sono scuse, è un investimento che ci possiamo tutte permettere.

E se il dilemma è con cosa abbinare le gonne, ecco qualche idea: piccole T-shirt con le gonne a palloncino, a ruota, a godet; camicie fuori con le pencil skirt, le longuette dritte, le minigonne semplici; T-shirt a righe con le gonne di jeans; T-shirt monocolore e basic con le gonne a fiori.Street Style - Spring 2016 New York Fashion Week

Che ne dite? Io sono già in pieno trend, anche se non mi faccio molti selfie in questo periodo e non mi si vede. Credetemi sulla parola però!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

 

 

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L’invasione dei pinocchietti

E no, i pinocchietti non sono pantaloni. E neppure bermuda.
Nella galleria degli orrori attualmente popolata soprattutto di ciabatte pelose, vorrei oggi introdurre i pinocchietti.
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I pinocchietti sono un sedicente pantalone soprattutto maschile.
Non va confuso con i cropped, uno stile di pantaloni solo femminili e caratterizzati dal l’ampiezza e dalla somiglianza con una gonna. Penso sia per questo che nessuno stilista li ha proposto per gli uomini.
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Il pinocchietto è un bermuda allungato oltre le ginocchia. Come dice il nome stesso, non è niente di serio. Roba buona da bambini, che sembrano un po’ più vestiti che con i calzoncini ma stanno comodi uguale.
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E invece ogni estate da qualche tempo, l’invasione dei pinocchietti si ripresenta puntuale. Gambe con diversi gradi di pelosità, alcune da fare invidia alle ciabatte di Verde, spuntano da cosiddetti “pantaloni” e finiscono in ciabatte, sandali da combattimento o da arrampicata, sneakers sformate. Il tutto per passeggiare nel parco la domenica o andare a prendere un gelato in una sera estiva o mettersi in viaggio per le agognate ferie.
In un mondo in cui la moda maschile conta, anche economicamente, tanto se non più di quella femminile; in una società come la nostra, in cui l’apparenza conta, anche economicamente, spesso più della sostanza, i pinocchietti sono un’aberrazione difficile da spiegare.
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Quindi, care signore after o anche before fifty, date una botta di chic al guardaroba dei vostri mariti, fidanzati, compagni, figli, cugini, parenti vari e amici, eliminate tutti i pinocchietti che vedete e sostituiteli con dei classici, sani e rilassati bermuda. Magari khaki , addirittura, dai!
E se i vostri uomini, qualunque grado di parentela o amicizia vi leghi, amano i sandali, invitateli a prendere un paio di sandali da frate di cuoio, o un bel paio di Birkenstock, la cui comodità è indiscutibile! E magari a fare come noi signore, che prima di passare ai sandali facciamo una bella pedicure…
Che dite?
Fatemelo sapere che sono curiosa!
Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com