Come portare l’oversize

Io personalmente ho sempre adorato l’oversize. Fin da giovane, rubavo i maglioni e le giacche a mio padre, mi facevo fare dei pulloveroni da mia mamma. Mi sentivo bene, in inverno avvolta da qualcosa di abbondante e protettivo. Forse perché sono piccola?

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Poi sono arrivati anni in cui tutto era slim, anche troppo attillato e aderente. L’ho portato con moderazione. Io nelle cose strette non mi sento a mio agio.

Ora è ritornato l’oversize. In proporzioni gigantesche e totalmente importabili, stando a certe fotografie sui giornali di moda. Però mi fa piacere perchè mi sembra di ritornare indietro nel tempo, a qualcosa a cui mi ero affezionata.

Già, ma come portarlo, questo oversize? Se siete alte e magre come una modella non avete problemi, ma se siete piccole e avete qualche chilo in più e qualche forma più femminile, dovete lavorare di proporzioni.

È piuttosto semplice: un sopra piccolo con un sotto oversize, oppure un sotto sottile con un sopra oversize.

Vi piacciono i maglioni grandi e le giacche da uomo? Sono bellissimi, io li adoro. Metteteci sotto un paio di jeans skinny oppure un paio di pantaloni aderenti. Se vi piacciono quelli a zampa è meglio che siano di quelli con larga proprio solo la parte bassa della gamba.

Schermata 2018-10-31 alle 11.34.11Vi stanno bene i pantaloni larghi, di taglio maschile, magari con la cintura in vita? Abbinateli ad una maglietta corta, ad un piccolo cardigan, ad un blazer corto e stretto.

Quanto ai cappotti, quelli oversize sono meravigliosi ma secondo me da evitare se, come me, siete piccoline, e se non siete delle acciughe… Optate per una giacca oversize, per una mantella, per un grande collo magari in ecopelliccia.

E voi che ne pensate? Raccontatecelo nei commenti!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

 

 

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Anche io ci sono sempre, e mi diverto pure

Chic After Fifty il blog della nostra Anna cambia look…. e EyeMilano la mia rubrica, resta sempre con voi!

Chic After Fifty

Chic After Fifty cambia grafica e “location”, ma non cambiano i contenuti. Io ci sono sempre con la mia rubrica EyeMilano dedicata a Milano e non solo.

Ma lo sapete che mi diverto? Ho scoperto che mi piace scrivere, non sarò da premio Pulitzer (la solita esagerata!), ma che importa? Il bello dello scrivere è che apri una porta ed esprimi te stessa per come realmente, inconsciamente sei. Se poi questa porta la apri anche sulle cose che ti piacciono, cosa puoi volere di più?

Fra poco EyeMilano compirà un anno. Il giorno esatto festeggeremo assieme e guarderemo al futuro con un occhio sul passato. Io sono felice di aver fatto la scoperta della scribacchina, sto diventando seriale, ma non farò del male a nessuno, ve lo prometto. Per il momento continuerò a raccontarvi che succede in città, e spero che possa piacere alle milanesi e non.

Come sapete le…

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Che bello il nostro tempo in cui possiamo vestirci senza costrizioni

Come ho scritto nel post su Chic After Fifty, ieri sera ho avuto la bellissima opportunità di incontrare, con altri blogger e nella mia veste ufficiale di digital PR, Benedetta Cibrario, autrice di Il rumore del mondo.

Il rumore del mondo è un romanzo storico, ambientato nel 1830, in Piemonte, tra i fermenti del Risorgimento e gli albori della rivoluzione industriale (che in altri posti c’era già bell’e stata ma noi in Italia eravamo un po’ indietro). Il romanzo è meraviglioso, vi rapisce e vi porta con sé in un mondo che vi sembrava di conoscere dai banchi di scuola e invece vi sorprende, e vi consiglio caldamente di leggerlo.

Schermata 2018-10-24 alle 14.10.42Ma ne sto parlando perché chiacchierando del romanzo con le blogger, l’autrice ha raccontato di come è stato importante, per dare corpo e voce al personaggio, per renderlo vivo a lei stessa, vedere e toccare come ci si vestiva cento anni fa.

Poi stamattina leggevo un altro articolo, su una mostra in corso a Londra sugli abiti degli anni 30, gli abiti normali, non quelli degli stilisti ma quelli che le signore indossavano nella loro vita quotidiana e mondana.

E pensavo a come è bello che piano piano ci siamo liberate, noi signore, di tutte o almeno di molte delle costrizioni rappresentate dal vestito. I corsetti, le gonne lunghissime, gli strati sovrapposti, l’ingombro complessivo. I capelli lunghissimi e poi raccolti con forcine acuminate. Un abbigliamento che scoraggiava il movimento, che costringeva anche nei gesti, e che non poteva non influire sulla personalità, frenando gli slanci, aumentando le insicurezze, sottolineando le inadeguatezze.

Già negli anni Trenta il mondo delle donne era cambiato e i vestiti rispecchiano perfettamente il fatto che le donne avevano cominciato a lavorare fuori casa, a viaggiare, a muoversi in maniera più autonoma.

Nel corso del tempo e per arrivare fino a noi, ci siamo concentrate sulla comodità, sulla praticità. E’ vero che ci sono ancora i tacchi 12 con cui non si può correre e forse neppure camminare, e certi vestiti con gli spacchi oppure così aderenti che ci si deve muovere con precauzione. Ma tolti questi estremi, credo che davvero possiamo goderci una moda disinvolta, leggera, pure allegra.

E’ bello,  no?

E voi che ne pensate? Raccontatecelo nei commenti!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

Paese che vai, calze (o gambe nude) che trovi

È buffo che una cosa come le calze, il loro uso o il loro non uso nella stagione fredda, possa essere oggetto di dibattiti e riflessioni.

È anche buffo che io ritorni sul tema calze sì/calze no. Voi non ve lo ricordate ma io sì, quello sulle calze era il mio primo pezzo per questo sito. È passato già quasi un anno!

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Comunque. Nel mondo britannico, andare in giro senza calze d’inverno è indice di un’elevata appartenza sociale. Vuol dire che ci si può permettere depilazioni e lampade, oltre che un autista o qualcuno che ci risparmia l’esposizione al freddo e alla pioggia per più di qualche istante. Le altre signore sono condannate a mostrare gambe livide e intirizzite, preparandosi a un lungo inverno di raffreddori se non peggio.

 

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Da noi per fortuna le cose sono diverse e l’appartenenza sociale si deduce da altre cose. In questa stagione intermedia (che con il riscaldamento globale le mezze stagioni si sono allungate, invece di scomparire) le calze si vedono solo con le gonne. Con i pantaloni, anche corti, quasi tutte le donne portano i calzini: di cui c’è peraltro ampia e meravigliosa scelta. Con le gonne invece ci mettiamo quasi tutte calze spesse e scure.

Schermata 2018-10-17 alle 12.04.09Ma attenzione! Quest’inverno c’è una grande novità: sono tornate le gonne lunghe! Così lunghe che, sempre secondo i britannici, potremo evitare di mettere le calze, anche perché ci abbineremo degli ankle boots.

E c’è un altro ritorno. Quelle trasparenti, color carne. Incredibile! Usate con i calzini, così che le gambe sembrano nude ma non lo sono. Smart, vero?

Vi dirò cosa faccio io: gonne lunghe sì, le adoro; ankle boots sì, adoro anche loro; ma pure calze spesse e opache, o calze colorate e operate, che si intravederanno ma mi terranno caldo.

E voi? Siete di quelle che odiano i collant e postpongono finchè possono il momento di metterli? Oppure di quelle che patiscono il freddo alle gambe e si coprono ai primi freddi? O di quelle che si sbizzarriscono nelle fantasie e nei colori dei collant?

Raccontatemelo se avete voglia: ciabattinasx@gmail.com oppure sui social!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com