I tailleur colorati che metteremo a primavera, cioè fra poco!

Ogni tanto gli stilisti mi fanno felice. In questo periodo mi fanno felice spesso, perché stanno riempiendo le riviste di vestiti colorati e bellissimi, che vestono davvero e che vanno bene anche per noi signore after fifty.

Come dire, era ora!

Oltre a gonne svolazzanti che fanno tanto primavera, strati di tulle o sete o altri materiali leggeri, oltre a pantaloni morbidi,  sneakers magari eccessive e sandali da frate, ci sono i tailleur.

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Tailleur molto contemporanei, colorati, fluidi, imprecisi, confortevoli e superchic.

Il colore è il loro elemento: sono tendenzialmente colori puri e semplici, rossi, turchesi, viola, gialli. Il taglio è anche quello semplice: giacche dritte a due bottoni, pantaloni anche loro dritti, da non troppo larghi a larghissimi, lunghi. Sotto ci si può mettere una semplice T-shirt o una semplice camicia. Dello stesso colore, di un colore a contrasto, o fantasia. E giacche e pantaloni dei tailleur possono essere combinati in tanti modi, dai più estremi di giallo e viola ai più energetici di rosso e rosa, ai più classici di turchese e azzurro.

E non sono proposti solo dai marchi inarrivabili. Li ha fatti anche Benetton, che di colori se ne intende da sempre.

Penso che potrebbe essere la mia divisa della primavera. Non vedete anche voi l’ora che arrivi la bella stagione?

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

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Milano rosso San Valentino

Bimbi e bimbe amorosi?
Eh già già, oggi è San Valentino, ovvio che vi dovevo dire la mia… come sempre al giovedì nella mia rubrica EyeMilano sul blog “Chic after Fifty” di Anna da Re

Chic After Fifty

È giovedì, giorno fisso per la pubblicazione dei miei articoli e quale fortuna.. capita proprio che oggi sia pure San Valentino. Che coincidenza, eh? Quindi come posso farmi sfuggire l’occasione?

In realtà volevo parlarvi di ben altro e avevo già pronto un articolo per voi, ma stamattina camminavo per strada e una signora che spingeva un passeggino mi ha fermato chiedendomi: “Mi scusi, ma oggi non è il 13 febbraio?”. “No cara signora oggi è il 14 ed è pure San Valentino”, le ho risposto.

Così ho avuto una illuminazione, non che me ne fossi dimenticata, come si fa, ma sappiate che io faccio parte di quella categoria di persone a cui decisamente non interessa più di tanto e ho colto la palla al balzo. Cosa ci faccio qui allora a parlarvene? Perchè a Milano, l’amore è… una vetrina tappezzata di cuori rossi e di scritte amorose come se non…

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Perché i selfie forse non sono inutili

 

Stamattina non ero in ritardo, e per di più era una bella giornata e avevo una gonna nuova, per cui mi sono fatta un selfie. Non me li faccio più tutte le mattine come i primi tempi del blog.

Schermata 2019-02-13 alle 11.49.46Sul treno, ho postato il selfie su Instagram. E volevo scrivere “un altro inutile selfie”. Poi mi sono detta se pensi davvero che sia inutile, non postarlo. Però se uno sta sui social e ci sta come gestore di Chic After Fifty, un blog di moda con anche certe pretese, il selfie è parte di quel lavoro.

Oltretutto i selfie raccontano delle storie, soprattutto quando vengono messi in sequenza e lasciati liberi di evocarci dei momenti della nostra vita. Facebook ogni tanto mi ripropone un post di 3 o 4 anni fa, e mi guardo e guarda com’ero vestita. Ce n’è persino stato uno in cui ero vestita esattamente come tre anni prima!

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E poi mi sono detta chissà cosa resterà, di tutti questi selfie. Di tutte queste immagini di cui il nostro mondo è invaso. Temo non molto, perché alla fine le immagini che restano sono quelle che si imprimono nella nostra anima, che si legano chimicamente a dei sentimenti, a delle sensazioni.

Penso che le immagini che ci piacciono di più le dovremmo stampare. A me piacerebbe per esempio che i miei nipoti, e i loro nipoti dopo di loro, un giorno potessero guardare le mie vecchie fotografie e dire ecco questa era la zia Anna, ma guarda come si vestivano a quei tempi!

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E voi che ne pensate dei selfie? Scrivetemelo, se vi va, sui social o su ciabattinasx@gmail.com.

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

 

 

 

 

Eloquence of the paper, jewelry

Vi presento “Stars of the Universe”, uno dei 7 gioielli realizzati da me per la mostra internazionale Eloquence of paper, jewelry” curata e promossa da Luis Acosta, noto designer di gioielli in carta e tessuto di origini argentine.

“Stars of the Universe”, bracciale in carta pregiata duotone rossa, perni sferici in ottone. 2019

Eloquence of paper, jewelry è il titolo della mostra dove sarà esposta una collezione di gioielli contemporanei realizzati da 24 artisti di fama internazionale in cui la carta, abbinata talvolta ad altri elementi, ne è la protagonista.

La mostra “mira ad andare oltre il linguaggio della carta“, dice Acosta, “e le opere che saranno presentate ne sono perfetto esempio“.

Spesso, la carta è classificata come un materiale effimero a causa della sua leggerezza. Troppo fragile, troppo forte, forse, per sostenere l’arte che ne scaturisce. Tuttavia, la carta è consapevole della propria materialità e ho chiamato i designer per sostenere e rivendicare la sua superficie delicata come mezzo di espressione.
Carta stropicciata, piegata, tinta o cucita, stimola la nostra curiosità e facilita la nostra ispirazione. Anche se semplice, bidimensionale e conveniente, viene ingrandita, potenziata e trasformata con la ricchezza e la moderatezza di chi la manipola. Ci sono altri materiali che, a volte, sono confusi con la carta ma essa offre agli artisti un’opportunità. La carta è destinata ad andare oltre il linguaggio della carta.


Eloquence of paper, jewelry è una mostra itinerante aperta al pubblico. I 7 gioielli di Verde Alfieri per Alfieri Jewel Design, alcuni realizzati apposta per questa occasione come il bracciale di queste immagini “Stars of the Universe”, potranno quindi essere visti a Neuchâtel (Svizzera), Madrid, Barcellona e Siviglia (Spagna).

La prima mostra si terrà alla Galerie Caractère a Neuchâtel (Svizzera) dal 23 Marzo al 27 Aprile 2019. Sarò felice di presentarvi prossimamente gli altri gioielli che faranno parte dell’esposizione.

Kardashian e ciabatte pelose. Come resistere al fascino perverso dell’antichic

La mia ospite Verde Alfieri ha aperto da poco il sito Theciabattepelose, in cui mostra le follie a cui ci porta la moda e il voler essere alla moda. Una piccola galleria degli orrori che si è rapidamente popolata, concentrata per ora intorno al tema peloso.

Le ciabatte pelose sono una perversione contemporanea, e la cosa più incredibile è vederle indosso a della gente vera, su dei mezzi di trasporto veri come la metropolitana milanese, e portate con vera fierezza.

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Ho ripensato alle ciabatte pelose qualche giorno fa, leggendo sul mitico The Guardian come le sorelle e cugine Kardashian continuano a influenzare la moda. Ci sono store online che mettono subito in produzione gli eleganti si fa per dire outfit che le signore si fa per dire Kardashian postano su Instagram. Il business e la velocità hanno fatto tornare la produzione in Gran Bretagna, perché andare a produrre in Asia o altrove era troppo lungo e alla fine costoso. I vestiti imitation Kardashian non sono fatti per durare e quindi sono veramente low cost e low quality. E naturalmente le lavoratrici che producono questi straccetti non sono pagate molto meglio delle loro socie asiatiche. Del resto la crisi ha sempre questo effetto, ci si adatta a essere pagati  poco pur di avere un lavoro.

E quindi lo stile Kardashian, l’antichic per eccellenza, che fa sembrare eleganti perfino certe ciabatte pelose, perdura e impera.

Noi donne ci lasciamo ingannare e crediamo sinceramente che basti indossare lo stesso abituccio striminzito e scollacciato di Kim Kardashian per conquistare qualcuno che ci cambierà la vita. Crediamo anche che basti una borsa di Louis Vuitton, un completo di Celine, una gonna di Dolce & Gabbana, per cambiarci la vita.

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È tutto umanissimo. È tutto comprensibilissimo.

Certo se studiassimo di più, se leggessimo di più, avremmo anche qualche strumento in più per ignorare le Kardashian e vestirci da noi stesse. È una strada lunga, che in molte, moltissime di noi fanno. E che speriamo facciano in sempre di più.

Le Kardashian hanno già guadagnato abbastanza, non preoccupiamoci per loro.

Pensiamo a noi stesse. Ci farebbe un gran bene!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com