Perché noi signore possiamo e dobbiamo ispirarci a Advanced Style

C’è un bellissimo sito internet, che è anche un account Instagram, Advanced Style, creato dal fotografo Ari Seth Cohen (che ringrazio per le foto che gli ho rubato): è un inno alla gioia di vivere, alla creatività personale, all’eccentricità, alla bellezza in tutte le sue forme, anche le meno convenzionali e immaginabili. Comprende anche una versione di coppia, Advanced love, che esce tra poco con una raccolta di fotografie di coppie agé originali e felici.

Le signore di Advanced Style sono prevalentemente americane, che hanno da un lato il vantaggio di vivere in una società fluida e libera, in cui le convenzioni e le tradizioni sociali sono meno forti dell’affermazione individuale; dall’altro hanno lo svantaggio di non avere dietro le spalle un passato di moda e stile bello e importante.

schermata 2019-01-30 alle 12.45.31Però le signore di Advanced Style sono fantastiche. Non si fanno fermare dalla loro età: se amano i colori sono colorate, se si sentono allegre ridono alla fotocamera, e di sicuro sono sempre sempre sempre originali.

Per questo noi signore chic after fifty dovremmo iscriverci al loro sito e seguire il loro account Instagram (io lo faccio da tempo). Per imparare a lasciarci andare. Per convincerci che, almeno dopo anni di perbenismo e considerazione eccessiva del nostro prossimo, è arrivato il momento di liberare il nostro estro, di osare, di provarci. Magari ci guarderanno strano. E allora? Se abbiamo voglia di stupire, dopo i fifty è arrivato il momento, stupiamo! Se siamo delle tipe sobrie (come sono io tutto sommato) osiamo con un particolare, un accessorio, un dettaglio.

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Che dite, ci proviamo?

Intanto buona giornata!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

 

 

 

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Ce l’abbiamo fatta: avremo un inverno sexy senza scoprirci

La settimana della moda di Milano, passata e dimenticata, ha portato un segno dei tempi che non è sfuggito alla stampa straniera (e forse neppure alla nostra).

Schermata 2018-10-03 alle 11.52.06Il mantra della settimana della moda milanese è sempre stato che il sexy vende. Mentre Parigi è intellettuale e chic, Londra bizzarra e innovativa, New York sobria e commerciale, Milano è sempre stata sexy e glamour. Bella ma vistosa, provocante. Il trionfo delle scollature, delle gonne corte, degli abiti aderenti.

Poi quest’anno ci siamo svegliati in una nuova sobrietà. Di cui dobbiamo ringraziare il movimento #MeToo, gli acquirenti del lusso del Medio Oriente, e un po’ tutto uno spirito dei tempi che i vestiti sexy non li può più vedere.

Noi signore after fifty approviamo e diciamo: finalmente!

La seduzione è sempre stata un’arte che richiede intelligenza, e quindi noi signore sapremo essere seducenti anche con la mise più castigata.

Schermata 2018-10-03 alle 11.51.38E se vi ricordate già lo scorso inverno vi avevo raccontato con grande gioia che gli orli delle gonne si stavano allungando e i colli si stavano alzando. Per fortuna non è stato un fuoco di paglia ma una tendenza che si sta facendo strada, complici appunto il revival del femminismo, una consapevolezza diversa, un mondo intorno che è così complicato e fragile che andare in giro mezze svestite non è più divertente. Certo le ragazzine non ci sono ancora arrivate, e i negozi per loro traboccano di shorts e pulloverini crop veramente ideali per l’inverno. Ma ci arriveranno anche loro, nessun dubbio.

E dunque viva la moda sempre!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

Colori forti per signore forti. After fifty

Avete notato quanti articoli stanno uscendo sulle sessantenni? Alla fine qualcuno se n’è accorto, che ci sono anche le signore after fifty e che sono piene di vita e di iniziative. Magari finisce per accorgersene anche qualche stilista, e invece di ciabatte pelose con cui sciabattare per le vie del mondo ci proporranno delle scarpe bellissime e comodissime.

Nel frattempo l’autunno sta arrivando, anzi qui al nord è quasi arrivato, e oltre al piumino leggero sul letto si comincia a pensare a come vestirsi per la stagione fresca (e poi fredda).

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La prima buona notizia è che ci saranno i colori. Ve l’avevo anticipato anche a luglio. Colori forti, anche fluo, da mescolare liberamente. Con dei contrasti decisi come il viola e l’arancio, il nero e il giallo, il verde e il blu elettrico. Oppure tono su tono, un colore forte e i suoi derivati in sfumature diverse. Oppure ancora un solo colore forte e il resto neutro. Insomma ognuna può fare un po’ come gli pare, e come si sente.

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La seconda buona notiza, per le signore after fifty come noi, sono gonne lunghe e pantaloni larghi. Entrambi olto strutturati e in tessuti prevalentemente maschili e sostenuti, ma che vestono e si prestano a tante combinazioni. Li si possono ingentilire con piccoli golf opuure rendere più grafici con i colori forti. Li si possono portare con delle sneakers per quella relaxed elegance che è la mia preferita, oppure abbinare a stivali e stivaletti, stringate e altre scarpe anche loro colorate.

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La terza buona notizia è la grande scelta di cappotti e trench. Anche qui molti tessuti maschili, molti tagli maschili, ma anche cinture strette in vita, grandi colli e una grande allure. Per stare belle calde ma anche chic.

Direi che possiamo guardare al prossimo autunno inverno con ottimismo, no?

Se avete voglia di commentare o raccontare qualcosa, vi ascolto volentieri!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

A primavera si cambia pelle

E’ bellissima la primavera. Quel senso di risveglio, di rinascita. La luce che si fa più intensa, il tepore del sole, la prospettiva di un tempo da vivere all’aperto. Anche l’idea di vestirsi più leggeri, di togliere strati, di aggiungere colori.

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Puntualmente con la primavera torna la pelle. Ogni anno gli stilisti si ingegnano a proporla in nuovi modi e nuovi colori, con lavorazione talora così sofisticate da farla sembrare un tessuto morbidissimo.

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A me piacciono molto le giacche, di pelle, e i soprabiti. Molto meno le gonne, che trovo scomode, ingoffanti, per niente sexy a dispetto degli sforzi e delle interpretazioni maschili.

Mia mamma diceva che la pelle era molto bella ma teneva freddo quando fa freddo e caldo quando fa caldo. Ed è abbastanza vero, ed è per questo che la pelle va bene in primavera e in autunno.

Trovo sempre molto bello il classico chiodo, che siccome può durare parecchio consiglio di comprare di buona qualità e buona fattura, che si può abbinare con i jeans ma anche con una gonna lunga, con un vestito a fiori e con una pencil skirt, e che regge bene quasi tutti gli abbinamenti.

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E trovo fantastici i soprabiti. I soprabiti sono la mia passione: di qualunque tipo e di qualunque tessuto. Adoro le mezze stagioni e l’inizio e la fine dell’estate, le stagioni dei soprabiti. Che vestono come poche altre cose: se anche sotto avete solo una T-shirt bianca e un paio di jeans, sarete delle signore very chic. E anche qui vi potete sbizzarrire, dal trench di pitone al classico doppio petto nero, dal soprabito di camoscio chiaro anni cinquanta ai pezzi coloratissimi di questa primavera.

E buon inizio di primavera!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

 

 

Scarpe comode: perché sono così brutte (Blundstone esclusi)?

Mi è capitato qualche anno fa di dover portare un correttore per l’alluce valgo. Il podologo che mi ha fatto il correttore mi ha detto che avrei dovuto cambiare scarpe e mi ha mandato in un negozio di “scarpe comode”. Era primavera anche se ancora freddo. Una bella giornata di sole. Le vetrine brillavano di scarpe con dettagli argentati e bronzo. Non avevo mai visto delle scarpe più brutte. Al pensiero di doverle portare per i tre anni successivi mi è venuto da piangere.

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Davvero. Ho dovuto trattenere le lacrime.

Art.-600051Ne ho comprate un paio. Mi sono detta sono così brutte che alla fine mi sembreranno belle. Mi sono detta cercherò di combinarle in modo da renderle cool. Non facevo ancora la fashion blogger, ai tempi, ma un senso dello stile e dell’estetica ce li avevo.

Passate la lacrime, passata la frustrazione, mi sono fatta furba. Ho preso delle sneakers di una misura di più e il piede con il correttore ci stava. L’inverno dopo ho preso degli ankle boots di una misura di più. E poi degli stivali alti, sempre di una misura di più. Ci nascondevo dentro il correttore.

Io mi sono dimenticata delle “scarpe comode” ma loro continuano ad esistere. Ora devo dire che le “scarpe comode” sono davvero  comode. Sono leggerissime. Hanno la pianta ben fatta. Bei pellami, che respirano.

scarpe-comode-milanoOra sembra che io e la mia socia Verde di Alfieri Jewel Design siamo fissate con le scarpe e con le gallerie degli orrori delle suddette. Ma mentre le ciabatte pelose e la loro vendetta stanno nelle vetrine del quadrilatero della moda, le scarpe comode si presentano in negozi e parafarmacie di tutta e tutte le città e sono una necessità.

E allora mi chiedo perché nessuno riesce a farle belle? Possibile che non ci sia un designer, uno stilista, che riesca a mettere insieme l’estetica e la comodità? Oddio, dei tentativi vengono fatti, ogni tanto. Con dei risultati piuttosto discutibili, anche di grandi nomi come Hogan. E che comunque entrano in un raggio di costo che è più un investimento che una spesa.

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Che devono fare, le povere signore che hanno l’alluce valgo o altri problemi ai piedi? Che sono tante, visto che passati i fifty i nostri splendidi piedi, che ci hanno portato e sopportato per anni, danno qualche segno di cedimento?

A6-Scarpe-da-joggingPer il momento, e per stare on the safe side, si possono mettere le sneakers e i Blundstone. Che per tipi come me sono perfette. Ma posso capire non si sposino con gli stili più da signora…

Allora, signori stilisti, vogliamo raccogliere la sfida e fare delle scarpe che siano comode e belle?

Noi siamo qui ad aspettare…

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

L’inverno è arrivato, e le calze son tornate

Buongiorno a tutti!
Sono Anna da Re ed ebbene sì, sono una fashion blogger. Però sui generis. Cioè after fifty: che vuol dire quell’età in cui noi signore cominciamo a non aver voglia di dire la nostra età. Eppure spesso siamo più interessanti di quando eravamo giovani. Siamo ancora belle. Amiamo ancora la vita, e tanto. E amiamo ancora la moda e lo shopping. Peccato che la moda ci ami un po’ meno. E anche i negozi. Alle volte, sembra che a doversi vestire siano solo le ragazze.
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Così è nato Chic after fifty, il blog per signore giovani dentro ma che non vogliono fingere di essere giovani fuori. 
Alla ricerca di uno stile personale e di proposte che in quello stile si integrino. 
Di vestiti che non ci facciano sentire nè delle vecchie babbione nè dietro liceo davanti museo.
Di scarpe che non siano scomode ma neppure tristi.
E anche di accessori.
Che è l’ambito nel quale ci si può sbizzarrire di più, anche se è sempre difficile tenere l’equilibrio tra i gioiellini da ragazzina e quelli da matrona, tra gli occhiali della zia e quelli di Iris Apfel.
Chic after fifty è nato solitario, dopo esperienze di blog collettivi, perché da soli si fa finalmente quello che ci pare.
Però da soli dopo un po’ si fanno anche le stesse cose, e si ha bisogno di qualcun altro con cui collaborare, condividere, scozzarsi, irritarsi, divertirsi.
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Per questo da questa settimana ogni mercoledì Alfieri Jewels Design ospita un mio articolo. 
Chic After Fifty a sua volta ospiterà un pezzo di Alfieri Jewels Design.
 
Bello, no?
 
Allora vi dò subito una bella notizia: sono tornate le calze. Quelle lunghe, spesse, colorate e fantasia, che tengono caldo e vestono.
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Certo, se vi guardate intorno vedete un sacco di ragazzine che girano impavide con i pantaloni corti e i calzini ancora più corti ma, sì, incredibilmente carini e creativi.
E qualche signora anche.
Ma diciamoci la verità: una volta che abbiamo onorevolmente raggiunto una certa età, abbiamo ancora voglia di stare scomode o avere freddo solo perché è di moda?
Probabilmente no.
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Però poi per fortuna gli stilisti hanno deciso che era ora di tornare a proporre le calze. Alcune sono improbabili e come sempre stanno bene solo alle modelle dalle gambe lunghissime e filiformi. Altre però, bordeaux o verde scuso, con i ramage ton sur ton o con dei bei motivi geometrici, fanno proprio al caso nostro.
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Vi dò un consiglio: comprate le calze di buona qualità e non al supermercato o al mercato. Non tanto per la durata, quanto per come sono fatte, come calzano e come vestono. Converrete che le pieghe sulla caviglia sono orrende… e converrete che avere per tutto il giorno un collant che stringe in vita è come avere il mal di denti.
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Quindi investite qualcosina nella calze. Io per esempio, e ve lo posso dire tranquillamente perché non ho sponsor, compro quelle di Philippe Matignon. Sono fatte bene, sono belle opache e durano un sacco. Della serie chi più spende meno spende!
Buona giornata a tutti, e se volete dei consigli di stile scrivetemi: ciabatttinasx@gmail.com